Fauna marina del Mediterraneo: specie, habitat e distribuzione
Il Mediterraneo è un bacino semi-chiuso con un'elevata variabilità di salinità, temperatura e batimetria. Nonostante rappresenti appena il 0,8% della superficie oceanica mondiale, ospita circa il 7% delle specie marine conosciute a livello globale, molte delle quali endemiche. Lungo le coste italiane questa biodiversità è particolarmente accessibile grazie alla conformazione geografica della penisola e alle numerose isole.
Habitat principali nei fondali italiani
Praterie di Posidonia oceanica
Le praterie di Posidonia oceanica sono l'ecosistema strutturante dei fondali sabbiosi costieri del Mediterraneo occidentale. Si sviluppano tra 0 e 40 metri di profondità in funzione della trasparenza dell'acqua, con densità ottimali tra 5 e 25 metri. Il rizoma accumula materia organica per decenni formando strutture dette "matte", che possono avere migliaia di anni di età.
La posidonia funge da nursery per numerose specie ittiche, tra cui saraghi, spigole giovanili e cefali. Nel manto fogliare vivono gamberi, ricci di mare, stelle fragili e diversi molluschi. Quando le condizioni d'acqua deteriorano — per torbidità cronica, inquinamento o riscaldamento — la prateria regredisce lasciando "mattes morte" evidenti già a occhio nudo durante uno snorkeling.
Fondi rocciosi infralitorali
Tra 0 e 20 metri, le pareti rocciose esposte alla luce solare diretta sono colonizzate da alghe calcaree, spugne gialle (Aplysina aerophoba) e anemoni di mare. Questa fascia è la più ricca in termini di biomassa accessibile allo snorkeling. I pesci tipici includono:
- Donzella pavonina (Thalassoma pavo): colorazione sgargiante con macchie verdi e arancioni, comune nei fondali rocciosi superficiali
- Tordo verde (Labrus viridis): labride di medie dimensioni, solitario e territoriale
- Scorfano rosso (Scorpaena scrofa): mimetizzato tra le rocce, quasi immobile
- Polpo comune (Octopus vulgaris): presente in qualsiasi tipo di fondale, attivo al crepuscolo
Pareti e grotte del circalitorale
Dai 20 metri in giù, dove la luce solare diventa indiretta, le comunità cambiano radicalmente. Le alghe lasciano spazio a organismi filtratori e coloniali. Le gorgonie sono l'elemento caratterizzante di questo ambiente nel Mediterraneo.
Le gorgonie: distribuzione e specie principali
Le gorgonie sono ottocoralli coloniali che formano strutture ramificate ancorate alle pareti rocciose. Nel Mediterraneo italiano le specie più importanti sono:
- Paramuricea clavata (gorgonia rossa): vive tra 20 e 200 metri. Forma colonie di 50–80 cm, con rami giallo-rosati nella colonia giovane e rossastri negli esemplari adulti. È la specie guida delle comunità del coralligeno.
- Eunicella cavolini (gorgonia gialla): colonizza pareti verticali esposte alla corrente tra 15 e 100 metri. Colore giallo-arancio vivace, colonie fino a 60 cm.
- Eunicella singularis (gorgonia bianca): preferisce acque meno correntizie; frequente sulle praterie di coralligeno tra 20 e 50 metri.
- Corallium rubrum (corallo rosso): vive in grotte e anfratti bui a partire da 10 metri (nelle acque meno illuminate del golfo di Napoli e Sardegna), ma più comunemente oltre 50 metri. Specie protetta dal Regolamento CE 1967/2006; la raccolta è vietata senza concessione.
Coralligeno: il termine indica le comunità formate da alghe calcaree incrostanti (Lithophyllum, Mesophyllum) che cementano detriti organici creando un substrato duro simile alla roccia. Il coralligeno è considerato uno degli habitat più ricchi di biodiversità dell'intero Mediterraneo e si trova tipicamente tra 25 e 120 metri di profondità.
Specie ittiche di interesse per i subacquei
La seguente tabella riassume le specie più frequentemente osservate durante le immersioni nelle acque italiane, con indicazione della profondità tipica e del comportamento:
- Cernia bruna (Epinephelus marginatus): 5–300 m, solitaria, relativamente dimestica nelle aree protette
- Spigola (Dicentrarchus labrax): 0–100 m, in banchi nei giovanili, solitaria negli adulti
- Orata (Sparus aurata): 0–150 m, praterie di posidonia e fondi sabbiosi
- Sarago (Diplodus sargus): 0–50 m, fondi rocciosi e praterie, gregario
- Ricciola (Seriola dumerili): 0–360 m, acque aperte, veloca e curiosa
- Barracuda europeo (Sphyraena sphyraena): branchi nelle acque aperte sopra i 10 m, inoffensivo
- Murena (Muraena helena): 0–80 m, rifugi rocciosi, attiva di notte
- Pesce prete (Uranoscopus scaber): fondi sabbiosi, si nasconde nel sedimento
Invertebrati notevoli
La biomassa degli invertebrati supera di molto quella dei vertebrati nei fondali mediterranei. Tra gli organismi più facilmente osservabili:
- Stella marina rossa (Echinaster sepositus): su qualsiasi tipo di fondale dai 2 ai 150 m
- Riccio di mare comune (Paracentrotus lividus): fondi rocciosi e praterie di posidonia; la raccolta è regolamentata da calendario regionale
- Dattero di mare (Lithophaga lithophaga): bivalve litofago protetto da divieto assoluto di raccolta (D.Lgs. 153/2004)
- Nacchera di mare (Pinna nobilis): bivalve endemico del Mediterraneo, specie protetta in via critica dopo i gravi morìe del 2016–2018 causate dal parassita Haplosporidium pinnae
- Granchio comune (Carcinus aestuarii): zone lagunari e costiere poco profonde
- Granseola (Maja squinado): fondi sabbiosi e misti oltre i 10 m, migrazioni stagionali verso acque più profonde in autunno
Specie aliene e invasive
L'aumento delle temperature superficiali e il traffico marittimo hanno favorito l'insediamento di specie aliene nel Mediterraneo italiano. Le più rilevanti dal punto di vista subacqueo:
- Pesce palla maculato (Lagocephalus sceleratus): originario dell'Indo-Pacifico, tossico se consumato, in espansione nel Tirreno meridionale e Mar Ionio
- Alga caulerpa (Caulerpa cylindracea): alga verde invasiva originaria dell'Australia, colonizza ampi tratti di fondale soffocando la posidonia nativa
- Medusa luminosa (Mnemiopsis leidyi): ctenoforo di origine atlantica, predatore di uova e larve di pesci
Il monitoraggio delle specie aliene è coordinato dall'ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale) nell'ambito del programma nazionale di sorveglianza marina.
Dove approfondire
Per identificazioni sul campo durante immersioni o snorkeling è utile consultare:
- FishBase — database globale delle specie ittiche con distribuzione geografica
- World Register of Marine Species (WoRMS) — nomenclatura aggiornata
- ISPRA – Sezione Mare — dati sullo stato dell'ecosistema marino italiano